Gianluigi Paragone per Libero
Si può vivere senza sapere cosa successe a Waterloo? Certo. E si può continuare a dirigere un’azienda come Telecom, sempre senza sapere cosa lì accadde a Napoleone? La risposta non cambia: si può. Basta un’accortezza: tacere. Non aprir bocca. Si dice: meglio tenere la bocca chiusa e dare l’impressione di essere scemi, piuttosto che aprirla e dimostrarlo.
Capita questo. In internet circola un video di una convention in casa Telecom, dove uno dei massimi dirigenti, con lo scopo di motivare dipendenti e collaboratori scoraggiati per le recenti vicissitudini, esorta a fare «come Napoleone che compì a Waterloo il suo più grande capolavoro. Tutti lo davano per cotto ma lui…».
Le cose non andarono esattamente come racconta il golden boy della Telecom e basterebbe una cultura da settimana enigmistica per saperlo. Quattro verticale: fu sconfitto a Waterloo, otto lettere. Luca Luciani però non ha tempo per le parole crociate. Figurarsi per leggere una buona biografia su Napoleone. La sua mission aziendale è motivare i dipendenti, farli sentire orgogliosi dell’azienda per cui lavorano, mica dare ripetizioni di storia.
DIFFUSO SU INTERNET
Il clamoroso svarione storico (non una gaffe: questo è puro distillato di ignoranza) impazza su internet che, come un dirigente di telecomunicazioni dovrebbe sapere, è il mezzo più potente quando si tratta di sputtanare qualcuno. “È una macchietta”. “Sembra uscito da un film di Sordi“. “Non si vergogna con tutti i soldi che guadagna”. “Uno così dovrebbe come minimo dimettersi e rimettersi a studiare”. I blog sono pieni di commenti del genere; anche molto più grevi.
Solo il management di Telecom lo difende: del resto con tutto quello che ha visto negli ultimi anni, cosa volete che sia un ribaltamento della storia. Luciani non sembra disposto a lasciare l’incarico. Sbaglia, per una serie di motivi. Primo. Un manager che convoca una riunione con il solo scopo di motivare la squadra, a fronte di una figuraccia cosmica che espone lui, i lavoratori e l’azienda allo sfottò generale, quanto meno dovrebbe chiedere scusa e scrivere una bella letterina di dimissioni.
Almeno il gesto. Il silenzio sta peggiorando la sua personale situazione. Secondo motivo. Luciani è un giovane dirigente. Un esempio del tanto auspicato ricambio generazionale. In nome della categoria, mi girano un po’ le scatole per le battute che circolano. Una su tutte: «Volete i giovani al comando? Ecco il risultato…».
SCIATTERIE LESSICALI
Terzo motivo. Il linguaggio. Al di là dell’ignoranza su Waterloo, è impressionante la sciatteria lessicale di questo dirigente, la pochezza culturale. Com’è possibile motivare un gruppo, quindi dimostrare di essere un capo, un leader, un esempio, quando poi non si è capaci di articolare un discorso? Il top manager ha accoppiato errori di grammatica a scempiaggini culturali, parolacce a similitudini da bar sport.
L’arte oratoria di Cicerone sarà sicuramente passata di moda, ma neanche si dovrebbe richiedere a un dirigente di parlare come al mercato. Luca Luciani ha superato le parodie dei comici. Se la cosa può fargli piacere, il manager Telecom è in buona compagnia: ricordo un servizio della trasmissione Le Iene in cui alcuni parlamentari non sapevano rispondere a domande di una banalità impressionante.
Quarto e ultimo motivi per cui le dimissioni sarebbero gradite. Perché in questo Paese, se un dirigente sbaglia non paga mai? Anzi, spesso viene pure coperto dall’azienda? La figuraccia rimediata dal Luciani è poca roba rispetto ai danni combinati da parecchi dirigenti. In questi giorni si fa un gran parlare di Alitalia e di rifiuti a Napoli: pensate che qualcuno dei responsabili abbia fatto un passo indietro e chiesto scusa? Macché, nessuno. A Gravina, un papà è stato tenuto agli arresti ingiustamente con la colpa di aver ucciso i propri figli; in Sicilia dodici boss della mafia vengono scarcerati per decorrenza dei termini: nessuno risponde. Nessuno paga. Intascano e basta.
Dagospia 06 Aprile 2008
POSTA NAPO-LUCIANI DA DAGOSPIA 1
aprile 5, 2008 di napoletoneLettera 1
Caro Dago, come sai bene anche tu, la censura su Internet ha le gambe corte.
Giuseppina
Lettera 2
Il video è ancora su Repubblica, almeno finché non lo toglieranno anche da qui
Marco
Lettera 3
Lo strepitoso gag di Luca Napo Luciani dimostra tre cose:
1) che Telekom continua a scommette su Crozza e Chiambretti pur avendo in casa un comico all’altezza di Alberto Sordi.
2) che mentre Lapo bilancia gli eccessi chimico-sessuali con una simpatia travolgente e una creatività vera (trasformare la Fiat in un’auto trendy è quasi come trasformare la Dacia in un’auto) i palestrati del capitalismo italiano si sollevano a stento sino al complemento oggetto.
3) che se questi sono “i Ciòfani” le campagne giovaniliste della Destra – che vuol liquidare la Costituzione – e della Sinistra – che vuol esser trendy – sono, con buona pace di Luca Josi, da pura fuffa… 10, 100, 1000 Montalcini!
Mimmo Lombezzi
Lettera 4
Salve, la mia è una voce fuori dal coro. Non capisco per quale motivo tutto questo rumore per questa cosa. Estrapolare un brano da un discorso chiaramente più ampio, senza sapere il contesto in cui il discorso è stato effettuato e a chi mi sembra veramente una barbarie dei nostri tempi.
Ritengo che la valutazione di un manager debba essere basata sui risultati portati alla sua azienda piuttosto che per uno strafalcione detto in pubblico (allora dei nostri politici cosa dovremmo dire?).
D’altra parte non siamo forse uno dei paesi europei con il maggior tasso di analfabetizzazione? Perchè dunque ci stupiamo così tanto se qualcuno confonde Waterloo con Austerlitz? Mi piacerebbe venisse fatto un sondaggio tra tutti quelli che hanno scritto scandalizzati con domande del tipo:
- la data della presa della bastiglia
- la fondazione di Roma
- la data della caduta del muro di berlino
- ….etc…etc..
ADcall(“http://ad.it.doubleclick.net/adj/dagospia.duel/”,”strip1″,”650×30″Sono certo che la maggior parte delle persone risponderebbero in maniera errata.
Tra l’altro Napoleone, da quel che mi risulta, a Waterloo fece veramente un capolavoro e, nonostante l’inferiorità numerica dei suoi soldati, era quasi sul punto di vincere….
Non è che per caso questo attacco “ad personam” è organizzato ad arte da qualcuno in grado di manipolare voi e la stampa tutta?
Certamente conoscendovi sono certo che cestinerete questa mia lettera, ma non mi importa.
Mario Rossi
Lettera 5
Caro Dago, il dirigentissimo di TELECOM non si e’ sbagliato!! Con un curriculum di tutto rispetto (in TI da quasi dieci anni), ha vissuto l’epopea “Marco Tronchetti Provera” in tutto il suo splendore. Siccome i giornali dicono da anni che TI e’ stata una Waterloo per MTP, e avendo forse l’eccellente dirigente visto quanti soldi MTP e’ riuscito a tirar fuori da TI (a spese del mercato), forse per lui Waterloo vuol dire “GRANDE VITTORIA”.
OTTOINCA**ATO
Lettera 6
Caro Dago, la Telecom Italia che fa rimuovere il video su You Tube per proteggere la reputazione del proprio giovane dirigente è la stessa società che detiene il 27% di Etecsa, il monopolista telefonico di Cuba che oscura il blog di Yoani Sanchez, http://desdecuba.com/generaciony, una giovane colpevole di descrivere la realtà dell’isola così come è e che rischia grosso per esprimere il suo desiderio di libertà. Visti i metodi di Telecom mi firmo con pseudonimo come i miei amici cubani
Giuseppe Garibaldi
Lettera 7
Avvisate Gino e Michele che Luca Luciani, con la sua comicità da manager incazzato è oggi il più videocliccato in Italia, a quando il debutto su Zelig?
Luigi
NAPOLEONE A WATERLOO» – E IL VIDEO SCOMPARE DA YOUTUBE
UN BEL CORSO DI STORIA PER IL TOP MANAGER
G. Pao. per La Stampa - «Dobbiamo fare come Napoleone a Waterloo». Parole pronunciate da Luca Luciani, quarantunenne manager della prima linea del gruppo Telecom (è uno dei direttori generali), durante una convention aziendale. Sennonché la gaffe imbarazzante finisce su YouTube e diventa subito un cult della Rete, finendo linkata in una lunga fila di blog e su Dagospia. Il giorno successivo, ieri, il video scompare da YouTube. Dato che Luciani ha percepito nel 2007 circa 858 mila euro tra stipendio e bonus vari, potrebbe proficuamente investirne una parte in un bel corso di storia europea. Magari online.
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